CONTRIBUTO in tema di Educazione civica

  1. Richiamo i punti fondamentali della recente norma ed eventuali riferimenti per la revisione del curricolo, la progettazione didattica e l’organizzazione delle attività (in attesa delle Linee guida..) come guida al mio modesto contributo per affrontare l’argomento.
    1. I valori di riferimento, obiettivi di apprendimento, competenze e conoscenze (le educazioni), di cui agli artt.3-4-5:
      1. I valori fondamentali alla Costituzione italiana: responsabilità, legalità, partecipazione, solidarietà. A tali valori devono ispirarsi le azioni e le relazioni tra soggetti singoli e soggetti sociali e istituzionali.
      1. Gli obiettivi di apprendimento dell’insegnamento della ed.civica al termine del primo e secondo ciclo di istruzione, che coinvolgono conoscenze e competenze specifiche, si richiamano a documenti fondamentali: Costituzione italiana e Agenda 2030. Il riferimento a tali documenti è fondamentale per impostare il quadro degli elementi tematici delle diverse (nel senso di numerose- persino troppe, prima di tutto!) educazioni-a:
        1. senso di responsabilità personale e conoscenza delle norme di diritto-dovere al lavoro, nel contesto economico, contrattuale, professionale e relazionale;
        1. rispetto per l’ambiente (vecchissima denominazione per problemi molto più complessi, legati finanche alla sopravvivenza del genere umano!);
        1. legalità (regole personali, familiari non scritte e regole sociali necessariamente scritte; responsabilità personale, sociale e istituzionale, organi della amministrazione della legalità);
        1. valenza e importanza del patrimonio artistico-culturale;
        1. servizio di protezione civile (principi e conoscenze essenziali del servizio nell’ambito del valore della partecipazione di ciascuno per il bene di tutti);
        1. rispetto delle regole per la circolazione stradale (aggiungerei alla responsabilità all’uso dei mezzi di trasporto individuale, alla rilevanza sociale di tale senso di responsabilità e, infine, alla conoscenza dei mezzi utilizzati);
        1. salute (direi, prima di tutto, dovere al rispetto del proprio corpo e delle minime, buone regole del funzionamento dell’organismo e diritto di avere assistenza e strutture);
        1. cittadinanza attiva (finalmente una denominazione aggiornata per vecchi principi – mai scritti e sempre rispettati – delle comunità sociali dell’antichità e del recente tempo andato!) e valore del volontariato (questo è importante in una società radicalmente economizzata); il valore della partecipazione, sotto il profilo della persona e sotto il profilo associativo, di gruppo è principio fondante di tale “forma/aspetto” di cittadinanza;
        1. cittadinanza digitale (l’art.5 descrive perfettamente i nodi concettuali delle nuove forme che la digitalizzazione di procedure e processi impongono all’essere-cittadino e al fare-civico)
      1. il sapere essenziale e necessario per uno studente ben educato a tutti gli aspetti e a tutte le forme di civiltà e cittadinanza è descritto e distribuito in diversi articoli dal n.3 al n.5 in aspetti di conoscenza di atti e documenti fondamentali, ineludibili e di regole/regolamenti che attengono al contesto di vita dello studente, certamente per il primo ciclo. Le competenze devono essere delineate nel curricolo di istituto (da rivedere, necessariamente!) e sono interrelate con riferimenti e vincoli molto chiari alle educazioni.
  2. Sotto l’aspetto della applicazione della norma da parte di tutti gli organi scolastici  in termini di atti decisionali, di progettazione, di organizzazione, controllo, verifica e valutazione le azioni sono molteplici e rilevanti:
    1. Il curricolo di istituto deve essere variato per l’insegnamento trasversale della educazione civica, ma a mio parere di conseguenza tali modifiche non potranno non ricadere anche sui Piani annuali e triennali dell’offerta formativa: è atto che dà senso concreto non soltanto formale al compito prescritto al DS di verifica della coerenza tra il curricolo e l’offerta formativa. E’ altresì vero che valori educativi e formativi e obiettivi trasversali legati alle educazioni certamente esistono negli atti dell’offerta formativa in vigore, ma il senso della legge non è semplicemente tecnico, ha un peso di gran lunga maggiore, di qualità e anche di quantità (si parla, prima di tutto di numero di ore annuali, ma anche di “ orario …non inferiore a 33 ore”: pertanto, nulla vieta nel modello della trasversalità (verrebbe da dire modello più di sostanza che di forma!) che un numero superiore – ragionevolmente contenuto – possa essere superato (previa approvazione collegiale e condivisione con le famiglie) anche soltanto all’ultimo anno del triennio. La condivisione può essere affrontata anche enti pubblici o privati, associazioni di volontari..
    1. La individuazione dei docenti a cui è affidato l’insegnamento della educazione civica deve essere formalizzata per iscritto a cura del DS e registrato anche agli atti dei rispettivi Organi; parimenti, lo stesso procedimento avviene per la funzione di coordinamento;
    1. Il processo decisionale sugli organi di gestione della educazione civica è tutto da costruire, si forma un nuovo gruppo di lavoro (non è un organo, in quanto non ha potere decisionale). In ordine e a livello di classe: assegnazione della docenza e del coordinatore. Questo è obbligatorio ed essenziale, tuttavia parrebbe fondamentale individuare una figura di riferimento a livello di istituto, meglio sarebbe di scuola e di istituto, per coordinare i lavori e dare una mano all’avvio di questa fase (da pagare nel Contratto di Istituto, ovviamente).
    1. A livello curricolare, l’educazione civica è insegnamento trasversale per n. “non inferiore a” 33 ore annuali. In termini di gestione oraria non è 1 ora in più (tantomeno ci sono ore di docenza in incremento organico, “le nozze con i fichi secchi”, dice Tiriticco!), in termini concettuali e formativi, la “trasversalità” non è 1 ora “tolta” a turno fra più discipline – espressione orribile, ma da qualche parte verrà fuori, scommetto – non riduce o ridimensiona obiettivi e argomenti per fare “spazio” ad altri contenuti. Lasciamo in ogni caso la parte concettuale a paragrafi successivi. L’educazione civica è oggetto di valutazione periodica e finale!
    1. E’ necessario e un obbligo implicito indicare nell’orario delle lezioni e nel registro di classe le ore di educazione civica, anche per non andare incontro a possibili problemi. 
    1. A livello organizzativo, la procedura e la stesura dell’orario delle lezioni potrebbe subire delle variazioni: sostengo con convinzione che l’orario delle lezioni deve adattarsi alla progettazione didattica di classe e di istituto e non viceversa (prima il progetto, poi l’orario e gli spazi da adeguare): tuttavia queste sono responsabili decisioni collegiali di istituto in regime di autonomia.
    1. La rilevazione dei dati di apprendimento e delle attività; criteri e metodi e modelli di valutazione. In una progettazione trasversale è necessario approfondire il tema ricorrente e sempre rischioso della valutazione per non affrontare troppo tardi il problema.
    1. La partecipazione e la condivisione della famiglia alla elaborazione del curricolo. La partecipazione e la condivisione di enti e soggetti della amministrazione pubblica e della sicurezza, della sanità…
  3. La progettazione didattica.- Per arrivare al nocciolo della questione, i nodi principali da affrontare a mio avviso riguardano la progettazione trasversale di obiettivi, delle metodologie didattiche, delle attività e dei temi, criteri, metodi e strumenti di verifica e valutazione. Il nodo della “trasversalità emerge chiaramente. Come interpretare, progettare e governare la trasversalità? La trasversalità si interpreta in qualità di apporto e contributo allo sviluppo delle competenze degli studenti da parte di specifici percorsi disciplinari, che si rifanno a specifici obiettivi, temi e metodi di studio, di ricerca delle scienze.
    1. La progettazione trasversale è organizzata per nodi concettuali, nodi tematici correlati per quadri valoriali e argomenti, per criteri e metodi di ricerca, scopi. La progettazione trasversale di obiettivi mira a mettere in evidenza, collegare per singoli rami uno stesso albero di traguardi in termini di conoscenza, di abilità, competenze.  Il percorso trasversale si muove nel corso del triennio in modo ricorrente e sempre più complesso tra le relazioni tematiche, storiche e concettuali disciplinari al fine di svilupparne, consolidarne i quadri di riferimento. Una progettazione trasversale in tema di educazione civica dovrebbe muoversi su percorsi che indaghino approfonditamente
      1. la persona e la società= il singolo soggetto e le relazioni (dalla famiglia, alla comunità territoriale, all’ambiente…);
      1. le azioni della persona e del gruppo (classe, amici..), della comunità familiare e sociale=vivere civile (non si sceglie il luogo e il gruppo in cui si nasce, non si sceglie la classe..); le relazioni familiari e sociali: emotività, riflessione; credere, avere preferenze e ricevere regole di vita; il lavoro (lavorare da soli e in gruppo..) e la responsabilità dei risultati.. le relazioni tra soggetti e istituzioni, la storia delle relazioni nel mondo e nel tempo;
      1. la indagine e la scoperta del mondo circostante=la conoscenza per esperienza difforme e casuale; la conoscenza nelle discipline e nelle scienze; scienze e arti, rigore e creatività….la conoscenza di sé e della società; la conoscenza degli esseri viventi e dell’ambiente di vita, la scienza della natura: le scelte (sono scelte?) dell’uomo e il cambiamento dell’ambiente; quanto sopravviveremo? (in tema di sopravvivenza dell’essere umano sulla Terra, segnalo il bellissimo libro di Telmo Pievani “La Terra dopo di noi” – Contrasto edi.). La conoscenza, la comunicazione, le relazioni sociali… il lavoro scolastico e il lavoro professionale e gli strumenti, gli ambienti di indagine: la tecnologia…strumentale e la tecnologia “intelligente”… lo studente, la persona e il robot: può nascere una relazione, oppure in qualche modo esiste già una relazione che andrebbe indagata? Un problema di cui discutere con gli studenti e ..non solo. Può esserci una responsabilità dell’uomo nel progettare e governare la “tecnologia intelligente”? Sì, no oppure in parte; è un tema da affrontare seriamente oppure con superficialità..(tanto “comanda” sempre l’uomo!) …o da lasciar perdere? Esiste già una certa anche se non totale di dipendenza dei giovani con la tecnologia?
      1. i prodotti, i risultati: la elaborazione dei prodotti in relazione agli scopi, lo scambio di risultati e prodotti; la scienza e la comunicazione.. comunicazione della scienza, la scienza della comunicazione, la tecnologia della comunicazione. Gli strumenti e le tecnologie per la conoscenza e le relazioni sociali (personali e di gruppo)… L’uomo e il robot..una opportunità e un rischio: è una scelta dell’uomo.. o no?
    1. I metodi didattici più coerenti con la progettazione trasversale sono:
      1. La didattica integrata: pensiero critico e della comunicazione e le azioni coerenti.
      1. La didattica attiva: argomentare, prendere posizione, fare scelte, relazionare, argomentare, esprimere, creare, fantasticare;
      1. Apprendimento profondo: la conoscenza e la competenza, dai primi approcci agli approfondimenti nel tempo; il confronto..
      1. Ricordo il sito metodologiedidattiche.it che esplora a fondo questi temi e le didattiche di riferimento.
    1. I prodotti per una educazione civica condivisa: strumenti e canali per diffondere idee e conoscenze, emozioni e progetti, per prendere posizione; pubblicare testi argomentativi, racconti costruiti in modo collaborativo e scritti singolarmente, per gruppi, diari di idee e brevistorie. Un periodico della scuola in formato digitale per dare spazio e parola a tutti? Mi pare una buona idea.

@V.Savazzi

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018