Una quasi-novità nella mediocrità di visione

Ho letto su “Il Corriere” di oggi un articolo di D.Di Vico sul convegno di Schio di Confidustria quanto segue: “Landini ..(omissis).. tutto sommato ha avuto una buona accoglienza dalla platea. Ha anche raccolto un applauso sincero quando ha parlato delle necessità di riservare una parte dell’orario di lavoro alla formazione”. Grande notizia! Finalmente la CGIL ha fatto una grande scoperta. La scuola lo ha capito da almeno 20 anni, lo ha regolarmente proposto nei contratti interni (per quel che posso conoscere) e ha sempre trovato contro la guerra feroce dei sindacati (si badi bene: dei sindacati e non del personale scolastico, che, molto più saggio, responsabile e intelligente di chi dovrebbe rappresentarli, ha sempre accettato senza problemi questa impostazione!), sindacati che ritenevano e ritengono tuttora la formazione del personale come diritto e giammai come dovere. Ben venga, dunque, questa dichiarazione, ma resterà fuoco fatuo..Prima che il contratto nazionale della scuola venga modificato strutturalmente passeranno decenni ancora: per fortuna ci pensa chi fa la scuola reale e chi sa fare le cose per il meglio, non questa casa-torre asserragliata a conservare il minimo dovuto. Purtroppo, i sindacati-scuola (non parlo di sindacati in generale e sindacati di altre categorie) sono ridotti a uffici di assistenza burocratica per il personale, lavoro che svolgono egregiamente per tutti, ma hanno perduto la forza propositiva e innovativa per rilanciare un miglioramento strutturale del sistema scuola e hanno rinunciato a darsi una visione di larghi orizzonti. Il lavoro di contrattazione nazionale si limita ormai soltanto a conservare lo stipendio standard da impiegati pubblici con il piccolo aumento dovuto e garantire il dovere minimo di rispetto del mansionario.

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