A Sergio Zavoli

E’ morto Sergio Zavoli, è morto un uomo di cultura, un uomo di grande intelligenza. E’ morto l’uomo che ha inventato e disegnato un nuovo linguaggio e un nuovo stile del linguaggio giornalistico, del linguaggio televisivo, del linguaggio dei social. Sergio Zavoli ha saputo avvicinare il mezzo di comunicazione televisivo alla sensibilità della gente, del popolo, ha educato il popolo a distanza. Ha prodotto e diffuso la cultura dei media e dei social del Novecento, cultura oggi aggredita e soffocata dalla mediocrità dell’ignoranza, che si diffonde nella piccola massa del XXI secolo. Ha prodotto ricerche e studi su diversi casi di problemi del suo tempo: sono definite in vario modo (reportage, rapporti, inchieste). Nessuna di queste denominazioni colgono gli aspetti salienti: la complessità delle interazioni tra dati che spiegano il problema, il linguaggio preciso e accurato, la struttura complessiva del lavoro svolto. Questi rapporti-richieste pubblicati per la televisione sono veri e propri saggi storici scritti con per i media televisivi. Addio, Sergio! Grazie, non ti dimenticheremo.

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018

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