Consiglio di lettura

Stefano Allievi è un sociologo che insegna all’Università di Padova e ha pubblicato di recente per Laterza un libro intitolato “La spirale del sottosviluppo” e sottotitolato “Perché (così) l’Italia non ha futuro”. Titolo e sottotitolo dicono già molto e, infatti, preoccupa dire che il libro, frutto di ricerca, ampiamente documentato con dati e raffronti molto precisi, è decisamente molto interessante. In poche parole, il libro espone la preoccupazione sul futuro del nostro Paese e dei giovani del nostro Paese, in quanto lo squilibrio demografico, la situazione economica e la pochezza delle politiche attuali ci portano verso un profondo sottosviluppo, verso una situazione in cui i giovani non avranno nella loro maturità le opportunità di lavoro e benessere e non avranno scelte diverse, perché dovranno affrontare il peso dei debiti, decisi dalle attuali generazioni mature per sostenere il proprio di benessere e non quello dei propri figli/nipoti. Il calo demografico, il lavoro, il disinteresse per migliorare istruzione, cultura, formazione universitaria sono i temi su cui si sviluppa tutta l’argomentazione di Allievi e le relative pesanti conseguenze. Il nostro è un Paese di vecchi che decide per i vecchi, senza alcuna visione lungimirante e responsabile. Il discorso di Allievi è frutto di studi e basato su dati certi, le sue ipotesi non sono semplicemente opinioni personali. Ebbene, dei problemi gravi che pesano sul futuro del nostro Paese non se ne parla proprio nelle sedi opportune, ossia nelle sedi politiche e governative. A livello politico e amministrativo centrale certi problemi sono marginalmente sfiorati e sono affrontati con una visione sui tempi brevi, mentre la situazione è strutturale e dovrebbe essere affrontata per trovare soluzioni profonde.

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018

Raffaello alle Scuderie Quirinale

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