Il tempo delle decisioni sta ormai per scadere

Dai siti dei giornali si legge in queste ore che l’ipotesi della sospensione delle lezioni fino al termine stabilito dal calendario scolastico abbia molte probabilità di essere messa in atto. Era molto prevedibile già da qualche settimana e sarebbe importante arrivare al più presto alla decisione con ragionevolezza e soprattutto con realismo, pur con tutte le cautele del caso, pur con i  tempi dovuti per studiare con accuratezza le modalità e gli strumenti per la valutazione finale e la gestione degli esami di fine 1° ciclo e di maturità. Le misure e i finanziamenti per sostenere le pratiche di didattica a distanza fino al termine ufficiale delle lezioni sono molto importanti, ma altrettanto difficilmente realizzabili in modo uniforme per tutte le scuole, comprese le scuole superiori e soprattutto per le scuole del 1° ciclo dati i fattori ostacolanti di cui abbiamo già scritto in precedenza. Sarebbe importante (questo è l’aspetto delicato) attenersi al senso di realismo per decidere collegialmente le valutazioni finali e per gestire le prove degli esami. Per questi importanti atti conclusivi è necessario tener conto della estrema difficoltà, non tanto giuridica o tecnica, quanto pratico-organizzativa di utilizzare esclusivamente ambienti digitali a distanza, considerati due fattori fondamentali attinenti tutte le garanzie di riservatezza e di sicurezza e la oggettiva incertezza legata all’utilizzo di procedure digitali mai sperimentate fino ad ora in modo formale e così esteso e soltanto a distanza. Dal punto di vista sostanziale, la preparazione degli studenti sarà certamente molto carente e diffusa in tutte le realtà scolastiche del paese, pur con tutta la buona volontà di svolgimento di lezioni con la didattica a distanza per un paio di mesi. Per questo aspetto ci sarà modo di far recuperare gradualmente nei prossimi anni scolastici le carenze degli studenti che frequenteranno ancora le scuole e degli studenti che si iscriveranno all’Università

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018

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