Dal buio del presente può partire uno slancio per rinnovare e cambiare l’esistenza

La situazione drammatica attuale è quella che conosciamo, ora per ora, giorno per giorno. Impossibile cercare di capire quando finirà, ma è certa la criticità che ci apprestiamo a vivere nel prossimo futuro post-crisi. Proprio in queste settimane abbiamo potuto comprendere i gravi errori del passato più o meno recente e abbiamo potuto renderci conto del peso che da certe scelte o non-scelte ricadano grandi problemi di oggi, di questi momento. Ma è altrettanto sbagliato mantenere lo stato di emotività a governare il nostro presente e il nostro prossimo futuro. E’ il momento di dare forza alla ragione per riuscire a saltarcene fuori. E’ necessario che proprio in questi mesi si debba formare, crescere e determinare una spinta decisa verso il radicale cambiamento su cui puntare per dare un futuro alle persone e alla società, all’intera comunità umana. Invertire la rotta significa invertire i fattori fondamentali sui cui si sono fondate le scelte politiche, le scelte economiche e le scelte culturali dell’epoca che ha portato a questi momenti presenti, a questa grave e profonda crisi generale. Le scelte del passato hanno prodotto gravi, diffuse e profonde disuguaglianze in tutti i settori; i gravi problemi di sopravvivenza per la pandemia porteranno ad ampliare le disuguaglianze e queste non potranno non incidere sulle scelte politiche che saranno impegnate fortemente a risollevare le sorti economiche e lo stato di benessere perduto della popolazione mondiale. Invertire la rotta, ma come? Su quali fattori dovremo puntare prioritariamente. Il fattore determinante da sanare sarà la grave, accresciuta disuguaglianza dell’accesso alla conoscenza, al sapere e alle competenze delle persone. Dalla riduzione, fino alla eliminazione delle disuguaglianze dipenderà il futuro dell’umanità. La conoscenza e il sapere dovrà diventare, dovrà essere un bene diffuso, comune e accessibile per tutte le persone. Da cui discenderanno la valorizzazione di altri importanti fattori, la capacità e l’autonomia delle persone a creare lavoro, a dominare le tecnologie, a dominare, guidare e prevedere gli sviluppi di tutti i processi sociali, comunitari, economici del benessere degli uomini. Serve una visione chiara comune per fare tali scelte e soltanto una comunità che accede globalmente alla conoscenza saprà guidare tale sviluppo e tutti i processi connessi.

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018

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