Verità, popolo, interesse e potere

Un bellissimo spettacolo visto ieri sera al Piccolo Teatro: “Un nemico del popolo” (uno dei migliori visti fino ad oggi nella presente stagione). E’ un testo di quel “geniaccio” di Ibsen scritto nel 1882 e attualissimo (del resto i classici sono sempre attuali..sono l’eternità della umanità!). Il testo si centra sulla conflittuale, presunta dicotomia di “verità” e “potere”, sul conflitto tra scienza e amministrazione del potere, tra la manifestazione del vero reale rispetto agli interessi del potere e del popolo. Si narra della rilevanza economica di una fonte termale, fonte di ricchezza degli abitanti di un piccolo paese, rispetto alla verità scientifica dell’inquinamento delle acque termali, portatrici di invenzioni e malattie dei turisti frequentatori. Inquinamento causato dai residui nocivi di una pelletteria di proprietà di un anziano residente della cittadina. Riconoscere la verità significa arrestare la frequenza turistica e far fronte al risanamento delle acque facendo pagare i costi alla popolazione e progettare un nuovo futuro alle generazioni future. Il popolo in maggioranza sta dalla parte del sindaco e della autorità, che non intende pubblicare i risultati scientifici del grave inquinamento delle acque, pur di non perdere l’unica fonte di benessere materiale attuale (Platone e Aristotele dicevano che del popolo non ci si può fidare!!). Lo scienziato non rinuncia alla propria verità e resta ..solo e abbandonato (chi dice la verità resta sempre solo, afferma il protagonista al termine della storia rappresentata). Questo spettacolo, bellissimo sotto il profilo artistico, stupenda recitazione di grandi attori della compagnia, grandissima recitazione di Popolizio protagonista-scienziato, è fortemente attuale e ricorda la dissertazione di un importante libro di recente e pubblicato nel 2019 di Franca D’Agostini e Maurizio Ferrera “Verità e potere”, in cui si disquisisce sui 6 diritti aletici nell’epoca della post-verità e nell’era dei social in cui la verità politica è fortemente compromessa..Ne consiglio vivamente la lettura anche per la corrente progettazione della “nuova” educazione civica, che deve essere centrata su principi filosofico-storico-giuridici e su valori etici dei contenuti del diritto alla verità (noi soffriamo quando leggiamo di discussioni sulla educazione civica basate su banali e spregevoli contenuti di bassissimo livello sulle 33 ore, 1 ora la settimana..dicono i piccoli circoli ermeneutici..o e rivistine da avanspettacolo! o sul voto ..).

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018

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