ITALIANI affascinati dall’«uomo forte»?

Secondo il Rapporto CENSIS 2019 una elevata percentuale di italiani è attratta dalla idea dell’”uomo forte” alla direzione del Paese. In molti articoli di quotidiani si interpreta questo dato come conseguenza di una visione e da una sensazione diffusa di incertezza sulla situazione generale del Paese sotto il profilo sociale che si vive nel quotidiano, sotto il profilo economico rispetto al futuro. Certamente, questi aspetti sono rilevanti, ma forse non dicono tutto. Credo, ad esempio, che la mediocrità e litigiosità della classe politica, segno di incertezza e di impreparazione profonde, sia determinante per infondere questo stato di incertezza nel Paese. Credo altresì che l’attrazione verso l’uomo forte non sia da interpretare esclusivamente nel profilo singolare di un leader che affronti la situazione in modo direttivo proprio di un capo con pieni poteri, quanto ad un profilo di leader politici che dimostrino serietà e soprattutto preparazione, competenza e raziocinio nell’affrontare i grandi problemi del Paese. Questi sono fattori di cui la nostra classe politica è profondamente carente e gli italiani non possono non cogliere questo fattore come determinante per giudicare molto incerto e indeterminato il futuro.

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018

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