Orestea

Un bellissimo spettacolo-performance è “Orestea”, che ho visto alla prima del Piccolo Teatro Strehler. Una profonda riflessione sulla parola che salva l’uomo e sulla giustizia in cui penetra e si perde la ricerca della vita. Una grande drammaturgia, che percorre su linguaggi più diversi, su dialoghi e canti multilingue che rinnovano profonde radici di culture diverse, di origini molto distanti, che si legano alle stesse visioni dell’umano. Un flusso di danze e dialoghi, di riflessioni e storie: la parola, la poesia (bellissimo il richiamo finale a Virgilio) è ciò che può restare dell’uomo anche dopo la morte. Emozionante viaggio teatrale

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018