Piano “improvvisato” dei servizi di Istruzione e formazione

L’Amministrazione Provinciale di Mantova ha deliberato il Piano Provinciale dei Servizi di Istruzione e formazione per il 2020/2021. Il Piano provinciale accoglie sostanzialmente le richieste delle Scuole e dei Comuni ad eccezione di alcune proposte. Tra queste spicca il diniego alla introduzione dell’indirizzo di “Meccanica, meccatronica ed energia” all’Istituto “P.A.Strozzi di Palidano, che ha una sede anche a Mantova. Pare che questa decisione abbia suscitato sorpresa e forte disapprovazione da parte di Dirigente scolastico e Sindaci del territorio di riferimento. E’ una decisione “pesante”, che presenta certamente molti aspetti critici e suscita molte perplessità. In ogni caso è impossibile esprimere pareri senza conoscere nel dettaglio le motivazioni, gli atti formali e tutti i fatti e le azioni preliminari. Tuttavia, lette le dichiarazioni degli interessati riportate (crediamo correttamente) sui giornali mantovani, alcune domande non possono non venire alla mente. 1) I protagonisti che hanno sostenuto e presentato la proposta hanno espresso sorpresa sulla decisione. Allora, dove sta il coordinamento tra scuola, sindaci e provincia nella elaborazione del piano? L’elaborazione di un piano provinciale dovrebbe basarsi su una forte programmazione che parte lontano e si orienta verso il futuro e non una decisione di un anno alla volta. Se non c’è stata, inutile cercare responsabilità soltanto da una parte. E’ mancata probabilmente per incomprensioni da parte di tutti; 2) altre domande in merito: è la scoperta di quest’anno l’esigenza di portare un indirizzo di Meccanica nella bassa, che ha forti tradizioni che nascono nei primi decenni del secolo scorso? Dove hanno “vissuto” finora sindaci, personale scolastico e provincia nel delineare i piani provinciali dell’offerta formativa, in un territorio qual è quello della bassa in cui ha sede un altro Istituto superiore (con molti e diversi indirizzi) e in cui l’indirizzo di meccanica è presente soltanto in un CFP regionale, in una realtà economico-industriale in rapido cambiamento! E’ un segno evidente che nemmeno tra Sindaci e presidenti di Provincia, con lo stesso orientamento politico per parecchi anni amministrativi,  ci sia forte attenzione e rapidità di analisi sulla offerta formativa e un grande coordinamento di progettazione e di prospettiva sul rapporto tra indirizzi scolastici e realtà produttive del territorio! 3) Pare che una delle motivazioni alla base della decisione si basi sulla carenza di laboratori e spazi adeguati da parte dell’Istituto proponente: anche questa è un novità? Se non è così, allora la Provincia dovrebbe agire con maggiore coordinamento e capacità di programmazione nella propria Amministrazione e non fingere di scoprire ciò che dovrebbe essere risaputo; se non è nemmeno così allora la Provincia non dichiara il vero. 4) Ancora, non si vede proprio il fondamento anche di altre argomentazioni espresse dai proponenti: tirare in ballo il nesso della reale trascuratezza di Stato e Regione sul mancato risanamento della sede dell’Istituto dopo il terremoto del 2012 non ha proprio senso, salvo suscitare clamore inutile. Tale gravissima inadempienza resta tale senza attenuante alcuna e non può essere “sollevata” e ricambiata con un indirizzo di studio. Lo stesso Istituto non può sollevare l’argomento della scarsa attenzione da parte delle amministrazioni territoriali e scolastiche verso le proprie proposte, quando nel passato e anche pochi anni fa sono state date diverse opportunità: si veda anche la recente assegnazione di un corso ITS (post-diploma) nel settore agro-alimentare. Un corso di tale natura disegna un preciso e coerente percorso legato alla offerta formativa dell’Istituto. 5) Da ultimo, stona molto leggere di presunti (penosi forse) dubbi circa la motivazione di non approvare l’indirizzo di Meccanica-meccatronica per favorire l’Istituto “E.Fermi” di Mantova. Sa tanto di recriminazione rabbiosa priva di logica: per favore, lasciamo stare il Fermi, che non c’entra nulla e non ha certo timori di perdere studenti in una situazione territoriale, in cui ha sede, di forte concorrenza da tempo. 

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018