Rapporto Eduscopio 2019

Eduscopio è un progetto della Fondazione Agnelli che ha l’obiettivo di rappresentare i risultati degli esiti formativi delle scuole superiori italiane in base a un modello originale di ricerca valutativa, centrato su tre indicatori principali: a) il percorso degli studenti al secondo grado delle scuole (regolarità o ritardi per bocciature o altro; b) gli esiti degli studenti al primo anno di Università (numero di esami e media dei punteggi) ; c) gli esiti degli studenti verso gli sbocchi occupazionali (tassi occupazionali dopo un anno; numero giorni dalla data del diploma alla data di assunzione; coerenza tra indirizzo della scuola di 2° grado in cui ci si è diplomati e tipo di lavoro in cui si è trovata occupazione. Gli esiti della ricerca, pubblicati in questi giorni nei Rapporti (esiti universitari, esiti lavorativi), rivestono importanza sia per docenti e dirigenti scolastici per ragioni che sono fin troppo ovvie e ampie da indicare, sia per gli studenti nella fase di orientamento nel passaggio dal primo al secondo grado della scuola secondaria, sia per i genitori nel difficile compito di guidare i figli durante il complesso percorso degli studi. Il modello della ricerca valutativa, applicato dalla Fondazione Agnelli, pur presentando criticità e incompletezze, è certamente molto interessante, anche e soprattutto perché presenta opportunità e percorsi di confronto con le indagini dall’INVALSI, che si centrano esclusivamente sui dati delle prove finali prodotte dagli studenti al termine di un singolo percorso di scuola. Un lavoro di riflessione e di studio sulle ricerche valutative dovrà certamente impegnare i dirigenti scolastici e i docenti, che rivestono funzioni di sistema e compiti di coordinamento, aprendo magari il confronto e il dibattito con le scuole dello stesso indirizzo e con le scuole negli stessi ambiti territoriali o ambiti viciniori oppure con le scuole di eccellenza, non tanto o soltanto per fare classifiche, bensì certamente per migliorare metodi e strumenti progettuale in ambito formativo e didattico e soprattutto per intraprendere un percorso interno o in rete (con altre scuole e con Università e mondo del lavoro) di studio e di innovazione progettuale sulla offerta formativa.

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"C'è un sentimento diffuso di sfiducia. Anche perché ci sono eventi che disilludono, promesse che vengono a mancare, e quindi l'elemento della confidenza anche nei legami più intimi diventa problematico. C'è una riserva di coscienza. Quasi che gli uomini non volessero consegnarsi agli altri con un implicito, un sentimento di autosufficienza.In una società giocata sulla competizione, sul farcela da soli, l'altro è più visto come un partner competitivo piuttosto che qualcuno di cui fidarsi".#SalvatoreNatoli

Pubblicato da BPER Forum Monzani su Sabato 1 dicembre 2018