Di fresca lettura

  • Luciano Canfora “La schiavitù del capitale” – La traccia del movimento contorto, spesso contraddittorio, della storia, lungo i contorni “liquidi” di Occidente/Estremo Occidente e Oriente per ricercarne vanamente il senso, tra scontro/confronto delle due utopie della fratellanza e dell’egoismo in forte crisi oggi, dopo il fallimento delle utopie del cristianesimo e del comunismo. Canfora conclude con Tocqueville, che diceva: “Libertà è ideale intermittente..l’uguaglianza, invece, è una necessità che si ripresenta continuamente, come la fame”. Questo è forse l’impulso primario del moto storico, il fuoco di senso anche degli eventi futuri che ci attendono.
  • Sabino Cassese “La democrazia e i suoi limiti” – L’autore descrive con chiarezza principi e limiti della democrazia e soprattutto delinea chiaramente i problemi e le opportunità di ampliamento e miglioramento di funzionamento della democrazia nel contemporaneo contesto globale. Fondamenti concettuali e domande fondamentali in elaborazione che orientano verso prospettive positive dello sviluppo democratico.
  • Mauro Covacich “La città interiore” – Un tratto importante del viaggio personale dell’autore in cui la città (la vita della gente, la storia, i grandi e piccoli personaggi) non rappresenta semplicemente uno sfondo ma una protagonista di formazione culturale e di costante punto di riferimento civico-morale-emotivo.
  • Adriano Prosperi “Identità”- Il riferimento identitario come significato nelle diverse declinazioni e la cultura e forma dell’Europa nell’attuale fase critica di sconvolgimento storico-politico dell’Occidente, in cui sembra emergere la voglia di separare reali poteri nazionali in confini certi e valorizzare presunti e distinti caratteri. 
  • Marco Malvaldi “L’infinito tra parentesi” – Scienza ed emozione; scienza e poesia. Su questo inestricabile dialogo-scambio, l’autore descrive forza e ragione dei principi scientifici. Testo decisamente interessante: peccato qualche minuta sbavatura di termini, forse intenzionalmente “del quotidiano”, ma negli effetti decisamente “di borgata”.
  • Pierre Michon “Vite minuscole” – La scrittura che coinvolge intensamente con la forza evocativa, immaginativa ed emotiva: un grande scrittore, uno stile d’autore.
  • Joseph E.Stiglitz “Le nuove regole dell’economia” – Analitica e dettagliata descrizione delle attuali regole di governo delle economie globali e delle regole che sarebbe invece necessario introdurre per garantire globalmente maggiore equilibrio e giustizia in campo sociale  e lavorativo.
  • Paolo Zellini “La matematica degli dei e gli algoritmi degli uomini” – Dopo il suo libro “L’infinito e oltre”, l’autore ragiona sull’essenza del numero, su realtà e potenza, numero e dynamis (come dice Platone), a partire dalla costruzione di un quadrato su una linea, che i Greci avevano già indagato e accolto per produrre altari degli dei. Dagli altari degli dei alla crescita di congegni meccanici e macchine da guerra, come dice Zellini, il passo è breve, con tutti i rischi che possiamo immaginare. Concerto già presente in Spinoza, che Zellini, cita puntualmente: “La potenza o sforzo di qualsiasi cosa…non è altro che l’essenza data, cioè attuale della cosa stessa “ (Etica, III). 
  • Jean-Cristophe Bailly “la frase urbana” – Leggere e capire la città con a metafora della lingua è l’approccio di Bailly per affrontare il rapporto, il dialogo, fra l’uomo e questo complesso mondo urbano, sovraccarico contraddittoriamente e insieme sistematicamente di edifici e viali, periferie e centri, storia e quotidianità, di vicende e relazioni umane al singolare e al plurale. Questa lettura di Bailly è decisamente coinvolgente, anche se a volte spigolosa e non sempre fluida.
  • Paolo Cognetti “Le otto montagne” – Semplicemente bello. Storia di profondi sentimenti nati, costruiti, vissuti da due amici, Pietro e Bruno, fin da bambini e il padre di Pietro nel contesto di un ambiente di montagna. La montagna stessa è anche protagonista. Un piccolo nucleo di persone, in un ristretto contesto ambientale per narrare l’universalità del sentire umano. Stile sobrio ed elegante di Cognetti, un bravissimo scrittore.
  • Sabino Cassese “Territori e potere” – Analisi accurata del complesso rapporto stato-territorio-residenza alla luce dei cambiamenti determinati dalla globalizzazione e delle nuove contrastanti tendenze politiche. Una lezione chiara e lucida di cultura del diritto.
  • Michael Tomasello “Storia naturale della morale umana” – Libro importante. Argomentazione documentata, lucida e convincente sulla formazione-evoluzione della morale nell’uomo contemporaneo a partire dalla comparsa dell’homo sapiens. Un libro di alto profilo scientifico e culturale.
  • Sergio Rizzo “La Repubblica dei brocchi”  – L’impianto del libro, centrato sulla descrizione delle malefatte della classe dirigente della amministrazione pubblica italiana, non rientra nella mia impostazione culturale per capire e affrontare i mali del mondo; preferisco argomentazioni centrate sulla proposta argomentata di nuovi indirizzi verso possibili soluzioni. I giornalisti che scrivono libri non sono all’altezza di studiosi e ricercatori a fronte di così grandi problemi. Insomma, il libro è del tutto inutile.
  • Jonathan Franzen “Purity”  – Libro bello, spietato nel giudicare le vecchie generazioni come pesantemente responsabili delle bruttezze lasciate ai figli. Libro abbondante, per non dire “sovrappeso”, ma ampiamente “sostenibile”.
  • Piergiorgio Odifreddi “La natura delle cose”  – Bellissima traduzione del De Rerum Novarum di Lucrezio con approfondimenti, annotazioni e richiami, riflessioni. Valida anche la struttura segnata da colori, impaginazione pari-dispari.
  • F.Rico “I venerdì del Petrarca” – Affascinante narrazione della vita di Petrarca e del suo profondo legame con le vicende del proprio tempo. Una figura sorprendente.
  • A.Gorz “Lettera a D. Storia di un amore” – Una bellissima storia d’amore e di un intellettuale.
  • S.Natoli “Il rischio di fidarsi” -La mente lucida di Natoli disegna magnificamente tratti e significati della fiducia, dal contesto culturale sociale che fornisce il vocabolario, ai luoghi e ai fattori di fiducia, fino al patto di cittadinanza”. Una lezione magistrale come sempre.
  • Michael C.Corballis “La mente che vaga” – Tratta di Default-mode network (coniato da Marcus Raichle neurologo Università di Washington). iI D-MN abbraccia ampie regioni cerebrali, principalmente le aree non coinvolte direttamente nella percezione del mondo o nella risposta ad esso.
  • Stefano Massini “Qualcosa sui Lehman” – Una vera opera d’arte e, quindi, impossibile descrivere. Massini è un grande scrittore mondiale.
  • Ernesto Galli della Loggia “Credere Tradire Vivere” – Saggio sulla storia contemporanea del nostro Paese dalla caduta del fascismo ad oggi. E’ un buon contributo per comprendere la fase storico-politico che stiamo attraversando con molta difficoltà e molti rischi.
  • Alessandro D’Avenia “L’arte di essere fragili” – Buon libro, abbastanza interessante. L’impalcatura delle lettere a Leopardi non sempre regge bene, ma l’audacia è apprezzabile. La stoffa del professore di scuola si mostra un po’ troppo e non rende originale e fresco l’abito. 
  • Jonathan Lethem “Alan, un uomo fortunato” – Finalmente una scrittura interessante, nuova per dipingere brevi squarci di vita contemporanea. Da seguire prima di dare giudizi molto generali.
  • Paolo Legrenzi e Carlo Umiltà “Una cosa alla volta” – Un punto fermo sulla attenzione. Le regole dell’attenzione descritte con chiarezza e semplicità. Un contributo a capire qualcosa sul funzionamento della mente a dispetto di tante sciocchezze che in giro si sparge sul multitasking.
  • Edgar Morin “7 lezioni sul pensiero globale” e “Insegnare a vivere” – Grande mente, grande intellettuale mondiale il nostro Morin. Due libretti significativi sul pensiero e sulla educazione globale. Da leggere e da tenere accanto sempre sulla scrivania, in borsa… o meglio nella testa.
  • Maurizio Ferraris “L’imbecillità è una cosa seria” – Un ampio scenario di imbecillità di grandi intellettuali di tutte le epoche, che suggerisce, credo, implicitamente di guardarci attentamente dentro, perchè anche noi uomini comuni possiamo contribuire alla produzione mondiale di scemenze.
  • Marc Augé “Le tre parole che cambiarono il mondo” – Simpatica storiella del “personaggio” Augé.
  • Piero Boitani “Tre favole romane” – Tre favole classiche: solo la penna e la cultura di Boitani possono permetterselo.
  • Lauren Geoff “Fato e furia” – Testo molto celebrato sulla stampa, ma sinceramente anche molto deludente. Buona scrittrice, ma la storia è un polpettone molto poco originale. Aspetto di leggere il successivo romanzo per decidere se ignorare o meno questa giovane autrice.
  • Alessandro Piperno “Dove finisce la storia” – Un grande scrittore. Il suo testo è un bellissimo disegno di personaggi, soprattutto femminili (v.Federica).
  • Piero Boitani “Il grande racconto delle stelle” e “il grande racconto di Ulisse” – Due grandi libri di letteratura mondiale. Impossibile descriverli, come è impossibile descrivere le grandi opere d’arte. La lettura di queste opere arricchisce la mente e l’esistenza della persona.
  • Zygmunt Bauman “Stranieri alle porte” – Una grande personalità di scienziato sociale e uomo di cultura. Bauman trasferisce la limitata visione e analisi del problema immigrazione, nel quadro mondiale della disuguaglianza che si amplia e si acuisce per l’inasprirsi della competizione economica senza regole e per il consolidamento delle dittature politiche.
  • Salvatore Biasco “Regole, Stato, uguaglianza” e “Ripensando il capitalismo” – Biasco delinea in modo netto e chiaro lo scenario contemporaneo della economia mondiale e ne descrive il senso e la direzione e soprattutto gli aspetti problematici che introducono nelle società occidentali e del mondo intero (poteri, disuguaglianze e povertà) e che disegnano un profondo bisogno di governo e di democrazia.
  • Luigi Luca Cavalli Sforza “L’evoluzione della cultura” – Un grande libro di una grande figura di scienziato e di uomo di cultura. E’ un quadro storico-culturale-scientifico della evoluzione di quel'”animale culturale”, che è l’uomo, sulla Terra. Grave non leggere questo libro.
  • E.Belisario, G.Romeo “Silenzi di Stato” – E’ la descrizione della nuova legge sulla trasparenza. Ho seguito la presentazione del libro da parte dei due autori a Padova e le argomentazioni mi erano parse molto interessanti. Il libro delude un po’ nel senso che le ragioni che stanno alla base della nuova legge sono racchiuse in poche pagine; il resto è un elenco di fatti di cronaca per evidenziare la necessità di trasparenza da parte della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini.
  • E.Boncinelli, E.Severino “Dialogo su etica e scienza” – Dialogo che si svolge su binari paralleli; i due autori si ascoltano molto pazientemente, ma ..non si intendono in nulla.
  • Salvatore Natoli “L’identificazione di sé” – Lettura che arricchisce il pensiero sulla costruzione di sé, dei valori personali, nella cura di sé e sull’esistenza.
  • Michael C. Corballis “La mente che vaga” – Cosa fa la mente quando non si concentra in una qualche applicazione? Corballis dà un esauriente ventaglio di risposte (il sogno, le storie, le allucinazioni..), che tutti noi conosciamo e che, però, vengono a formare, secondo l’autore,  nuovi intrecci interpretativi.
  • John R.Searle “Vedere le cose come sono” – Un chiaro e lucido aggiornamento della teoria searliana della percezione. 
  • Jonathan Safran Foer “Eccomi” – Si conferma la buona penna di Foer, ma sinceramente l’impianto narrativo e la storia deludono. 
  • David Le Breton “Fuggire da sé” – L Breton offre un aggiornamento di modi, forme e stili di fuga di sé dal mondo. L’idea del fuggire da sé certamente è tutt’altro che nuova, ma Le Breton affresca la volta di questo aspetto della mente e dell’azione dell’uomo.
  • Carlo Rovelli “La realtà non è come ci appare” – lettura affascinante, anche per un non-esperto in materia. Proprio un non-esperto è coinvolto da una argomentazione chiara e ampia. Dai libri di Rovelli si comprende l’assurdità di contrapporre cultura classica a cultura scientifica.
  • Lamberto Maffei “Elogio della ribellione” – Interessante, non sempre convincente. Certamente i pericoli della tecnica sulla formazione sono condivisibili e da tenere al massimo della attenzione. Riprende i temi de “Elogio della lentezza”.