Finalmente una riflessione seria sulla scuola italiana

Articolo molto interessante quello di Ernesto Galli Della Loggia, pubblicato il 16 gennaio 2017 su Il Corriere della Sera. Era una esigenza avvertita dal nostro blog precedente! L’articolo di Galli Della Loggia è molto importante per due motivi: 1) finalmente sulla stampa si pubblica un articolo che riflette seriamente sulla scuola come sistema pubblico nazionale e interrompe i commenti eclatanti a singoli episodi di malfunzionamento del sistema stesso; 2) la traccia storica che aiuta a comprendere le radici e gli sviluppi di un serio problema di formazione delle nuove generazioni.
La struttura argomentativa dell’articolo, tuttavia, non mi appare convincente in tutti i nodi focali, in alcuni passaggi e nella conclusione. Ne farò oggetto di una successiva riflessione. Al momento mi limito a sintetizzare il punto fondamentale del mio dissenso in merito all’abbandono della politica sul terreno riformista della scuola. A mio avviso, più che di abbandono della politica, si tratta di evoluzione progressivamente negativa della qualità morale e culturale della classe politica italiana dagli anni ottanta del secolo scorso in poi, che si è apertamente manifestata nel coinvolgimento nel malaffare e nella corruzione per cupidigia e avidità materiale e nella incapacità di leggere le trasformazioni profonde e rapide della società, che non hanno permesso di trovare visioni unitarie e le scelte giuste in grado di governare al meglio la risoluzione dei problemi nazionali. La politica non ha abbandonato è stata travolta per propri difetti e proprie colpe dalle vicende socio-economiche del contesto.